ingrediente education

La dimensione Education nelle attività sui Social Media

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Non voglio parlare di didattica (social learning) o di animazione attraverso i social.

Non voglio nemmeno suggerire che l’esperienza social è educativa in sé,  come esperienza del mondo in quanto tale.

Voglio ragionare del significato educativo che alcune attività social possono intenzionalmente assumere, di quando ciò è necessario, facoltativo o controproducente.

Una metafora per capire il significato educativo. Una camminata nel bosco tra amici può essere educativa in sé, ma la stessa camminata assume un valore diverso se fatta a fianco di una guida, di un erborista, di un pellegrino, di un non vedente. Se poi quello mi rende intenzionalmente partecipe del suo modo di attraversare l’esperienza, allora si parla di significato educativo in senso stretto (professionale).

In questo blog sto proponendo di riconoscere, se c’è, la presenza di intenzionalità pedagogica nelle proposte social; di valutarne la necessità e l’efficacia; di progettare, se necessario, una dimensione educativa all’interno di attività social.

Per questa via d’argomenti, organizzo su blog una pagina esperienze, una pagina case study e una pagina wiki (o forum, o academy, vedremo).

Ma l’education è una novità sui social e nel marketing?

Il marketing ha sempre avuto l’opzione education: si parlava di acculturamento del mercato, quando bisognava creare una conoscenza sufficiente per poter valutare l’effetto vantaggio di una scelta di prodotto o servizio.

Poi, ci sono le attività social che hanno significato intenzionalmente educativo, nel senso di prima: attività che si basano su una relazione social alla quale l’utente potrebbe non essere inizialmente preparato, per cui si rende necessaria una dimensione education.

La domanda che voglio porre è: si è sviluppata una professionalità consapevole sul significato educativo in questi ambiti? Esempi? Consigli? Ipotesi?

Buon cammino insieme.

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